Silenzi D’Autore

Pietro Cabras

Critica: Magnificat

Magnificat

Olio su tela

1979

Chissà quali pensieri hanno affollato la  mente dell‘artista, nel momento in cui ha pensato di dipingere la Santa Vergine, quale trepidazione davanti a una impresa come questa, già realizzata nel corso della storia in mille altri modi da affinati maestri nell’uso del colore e dell’immaginazione.

Pietro Cabras non si è fermato davanti al pregiudizio, si è verisimilmente lasciato guidare dalla Soccorritrice (che conosce le necessità dei suoi figli) e ha dato forma all’immagine che nell’intimo aveva immaginato, producendo questa meravigliosa icona.

 

Il volto dell’ancella pronto ad accogliere ciò che i profeti avevano da millenni annunciato:

“La Vergine Partorirà un Figlio e sarà chiamato figlio dell’Altissimo”

Il volto sereno ma stupito dalla presenza dell’Arcangelo Gabriele che porta il lieto annuncio e da cui viene illuminata con candidissimo raggio.

 

L’aspetto è semplice, dignitoso, il collo allungato, il mento morbido e armonioso con la linea delle vesti, i capelli in parte nascosti dal morbido manto ma visibilmente curati, la mano che, portata al petto a indicare se stessa, sembra accompagnare l’illuminata espressione del viso:

“Chi, Io? Io non conosco uomo!”

Gli occhi bene aperti e dolcemente umidi a significare l’umile accettazione a dimora di Dio per ridare dignità e salvezza all'Uomo

 

 

Luigi Collu